Bimba viene scagliata a terra dal cane di famiglia, lo shock della mamma alla scoperta del motivo

05/06/2018 - 3:04 16296 Views

I cani sono i migliori amici dell’uomo, ma possono anche essere pericolosi. Attualmente, esistono grossi dibattiti che etichettano alcune razze canine come violente e altri secondo i quali dovrebbero o meno avvicinarsi a neonati, fanciulli e bambini molto piccoli. Catherine Svillicic ha corso il rischio di prendere un cane che alcuni considerano “pericoloso” o “aggressivo”, e ha cambiato per sempre la vita all’interno della propria famiglia. Fu uno shock quando, di punto in bianco, il suo doberman cominciò, apparentemente senza motivo, a alzare la bambina di Catherine e a lanciarla in aria. Proseguite nella lettura per scoprire la sconvolgente ragione dell’improvvisa aggressione del cane.

1. Una famiglia in espansione

La famiglia Svillicic che vive a Cairns, in Australia, stava crescendo. Avevano recentemente avuta una bimba, che hanno chiamato Charlotte. Per loro la bambina rappresentava tutto. La madre, Catherine Svillicic, avrebbe fatto qualsiasi cosa per proteggere la figlia.

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Ma quello che non sapeva era che il momento in cui avrebbe dovuto proteggerla sarebbe piombato nella sua vita prima di quanto pensasse. Non era avvenuto da parte di un ragazzo, o di un rapinatore. L’origine del pericolo per la vita della piccola Charlotte sarebbe arrivata da una fonte molto vicina alla loro casa.

2. Quel “qualcuno in più” 

Dal momento che Charlotte era figlia unica in famiglia, la madre voleva procurarle un compagno: qualcuno che potesse esserle vicino durante la sua crescita e con cui Charlotte potesse condividere bei ricordi legati alla propria infanzia. Ma la mamma non progettava un altro figlio.

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Catherine decise allora di regalare a Charlotte, che allora aveva solo 17 mesi, la compagnia di un cane. Dopotutto, non per nulla i cani sono considerati i migliori amici dell’uomo. Un cane domestico avrebbe saputo dare a Charlotte l’amore e l’attenzione che meritava quando la mamma era impegnata.

3. La scelta della giusta razza canina

La decisione del tipo di cane domestico da prendere è sempre difficoltosa, specialmente quando si ha in casa un bambino molto piccolo. Quando sono vicini ai bambini, i cani possono essere imprevedibili ed è possibile che scambino il loro modo di giocare per un atto di aggressione.

Quando i cani percepiscono di essere attaccati, reagiscono, indipendentemente dal fatto che siano davvero in pericolo o meno. Catherine era sicura che avrebbero trovato un cane che si sarebbe inserito molto bene nella loro famiglia fiorente.

4. Adottare un cane in famiglia

Catherine decise che la famiglia avrebbe preso un cane. E non soltanto preso, ma adottato. Voleva dare a un trovatello quella casa di cui aveva un disperato bisogno, così partì per il canile più vicino.

Una volta al canile, un solo cane catturò lo sguardo di Catherine: un grosso Doberman Pinscher. Gli impiegati del canile dissero alla madre che quel cane possedeva un passato turbolento e che avevano in programma di sopprimerlo la settimana successiva.

5. L’adozione degli Svillicic

La famiglia diede al cane preso in adozione il nome Khan, l’appellativo mongolo per un sovrano. Qualcuno avrebbe avuto da ridire sul fatto che un Doberman Pinscher potesse o meno essere una delle migliori razze canine per una famiglia con una bimba piccola, ma Catherine era fermamente convinta di voler adottare Khan.

Se non fosse stato per lei, Khan sarebbe stato soppresso al canile nel giro di qualche giorno. Era certa di poter addestrare Khan a comportarsi bene e che lui e la piccola Charlotte sarebbero diventati migliori amici.

6. Mantenere un occhio vigile

Catherine portò il cagnolino a casa, presentandolo alla figlia lentamente e con attenzione. Lei stessa era cresciuta con un cane, motivo per cui riteneva fosse un’ottima idea che anche la loro bambina ne avesse uno.

Dalla sua personale esperienza, Catherine sapeva come gestire l’arrivo di un cane in famiglia. Riponeva molta fiducia in ciò che sapeva sul prendersi cura di Khan, il nuovo membro peloso di casa. Catherine percepì di aver incontrato quel cane per una ragione. Se avesse potuto prevedere il futuro, avrebbe saputo che era proprio così.

7. Un passato oscuro

Mentre si trovava al canile, Catherine aveva parlato con un impiegato del passato di Khan. Si scoprì che il cane era purosangue e che era stato acquistato da un allevatore, ma anche trascurato. Da quando Khan era stato portato al canile, era seriamente malnutrito.

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Quando Kerry Kinder (proprietario del Doberling Boarding Kennels) lo salvò, era affamato, aveva le costole fratturate e dei morsi; è stato un cane maltrattato”, aveva raccontato la signora Svillicic. Se il cane avesse percepito un pericolo per lui o il suo padrone, di certo avrebbe potuto attaccare.

8. Un passato pericoloso 

Il primo approccio di Khan alla vita indicava solo che le cose sarebbero precipitate più tardi. Come molti sanno, un passato del genere può condurre il cane alla violenza o all’assunzione di atti estremamente difensivi, ma Catherine non riteneva che questo fosse il caso di Khan.

Si era arrivati al punto di sopprimerlo o meno, perché era ridotto talmente male“, continuava a dire. Sapendo tutto questo, non poteva lasciare che Khan rimanesse al canile con la possibilità di essere soppresso.

9. Migliori amici

Nonostante la razza e il background di Khan, lui e Charlotte crebbero e divennero in fretta migliori amici. Khan seguì la piccola Charlotte di soli 17 mesi in giro per la casa e il cortile, riservandole sempre un occhio di riguardo come se fosse la sua guardia del corpo. Khan non mostrò neppure una volta segni di aggressione nei confronti di Charlotte. Al contrario, era protettivo e vigile. Eppure, il pensiero che un giorno sarebbe potuto accadere qualcosa indugiava ancora nella testa di Catherine. E poi, quell’orribile giorno arrivò…

10. L’aggressione

Un giorno, Charlotte si trovava nel retro del cortile a giocare con il suo adorato compagno canino, quando avvenne la catastrofe, e Catherine assistette all’intero incidente dalla finestra della cucina, impotente sul da farsi. Era una situazione che rappresenta indubbiamente il peggiore incubo di una madre.

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Non appena guardò fuori dalla finestra, Catherine vide Khan iniziare a spingere Charlotte fino a farla cadere. Cosa poteva aver fatto in modo che il dolce doberman Khan diventasse violento nei confronti della piccola Charlotte, la sua nuova migliore amica? L’aggressione non finiva lì.

11. Cosa accadde

Quando Khan cominciò a spingerla, Charlotte cadde. Khan la afferrò subito dopo dal pannolino con i denti e iniziò a dimenarla con violenza. Charlotte scalciò avanti e indietro come una bambola di pezza, incapace di fare nulla.

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Catherine rimase in piedi nella cucina inorridita per quella che le era sembrata un’eternità. Nel giro di un secondo scattò nell’azione e accorse a salvare la figlia dal Doberman Pinscher. Ma quello che accadde dopo l’avrebbe scossa nel profondo.

12. Puro terrore

Khan era molto concentrato e stava agendo con aggressività nei confronti di Charlotte. Tentò di spingerla ma senza successo. Così la afferrò dal retro del pannolino e la lanciò oltre la sua spalla a più di un metro, come una bambola di pezza“, ricorderà più tardi Catherine Svillicic.

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Dopodiché, la madre aggiunse di aver udito Khan emettere un grido acuto, come se fosse stato pugnalato. Il cane a quel punto si diresse indolente verso casa e, quando fu dentro, collassò. Catherine capì immediatamente che la vita di Khan era a rischio e si precipitò di nuovo nell’azione.

13. L’indomani

Catherine accorse ad aiutare la figlia, correndo più veloce di quanto avesse mai fatto prima. Vide che la figlia era stata gettata da Khan a pochi passi, ma non sapeva se fosse stata anche morsa o se riportasse qualche altro tipo di ferita.

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Ma quando raggiunse Charlotte, accadde qualcosa di molto strano. Charlotte sembrava stare bene, sebbene un po’ scossa da quanto appena accaduto. Khan, al contrario, aveva un aspetto

letargico e lentamente crollò a terra. La lingua fuoriuscì dalla bocca e gli occhi gli si chiusero.

14. Super mamma

Catherine Svillicic sapeva di dover agire subito se voleva salvare la vita del loro cane domestico. In circostanze normali, non sarebbe nemmeno stata in grado di sollevare Khan, dati il peso e la sua grande stazza, ma all’improvviso tutto cambiò.

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Nel suo corpo scorreva l’adrenalina come non mai e, con una forza che non sembrava umana, si caricò Khan con un braccio e la figlia Charlotte con l’altro e si avviò verso l’auto. Ciò che accadde dopo avrebbe messo in pericolo tutte e tre le loro vite.

15. Corsa contro il tempo

Nel giro di pochi minuti emersero così tante cose che la donna non seppe che pensare. La sua bambina era stata attaccata dal loro cane domestico e Khan era in qualche modo seriamente ferito e forse prossimo alla morte.

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Guidò come mai aveva fatto prima. Senza neanche pensarci, premette il piede sull’acceleratore e guidò più veloce che potesse, lasciandosi indietro le altre auto in mezzo alla sua polvere.

Riuscì a raggiungere l’ospedale veterinario in tempo record.

16. Appesi a un filo

Catherine pregò che i suoi tempi di reazione e di guida tempestivi avessero dato a Khan una possibilità di sopravvivere. Irruppe in ospedale e i dottori si avvicinarono per aiutarla. Uno sguardo a Khan fu loro sufficiente per capire che necessitava di attenzioni immediate.

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Da quel momento, Khan fu interamente paralizzato, il corpo arrancava e gli occhi erano chiusi. Ai dottori la questione apparve chiara. Khan era stato morso alla zampa posteriore da qualcosa di estremamente velenoso e il veleno si stava diffondendo in tutto il suo corpo ad una velocità allarmante.

17. Una possibile cura

Non appena i veterinari capirono che un veleno pericoloso scorreva nelle vene di Khan, si adoperarono per realizzare un potente antiveleno. Ma anche ricevendo la dose di antiveleno, la sua sopravvivenza non era certa.

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Questa dipendeva da numerosi fattori: che tipo di animale lo avesse morso, quanto veleno avesse ricevuto tramite il morso, a che velocità il veleno si fosse diffuso lungo tutto il corpo, e la capacità del suo organismo di fronteggiare il veleno e di produrre gli anticorpi necessari a cavarsela.

18. Dolore

I dottori fecero tutto il possibile per Khan. Ora stava al suo corpo il resto del lavoro per rimettersi. La famiglia Svillicic era interamente addolorata di fronte alla possibilità che Khan potesse non farcela.

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Khan era stato con la famiglia Svillicic per soli quattro giorni, ma per loro lui era già un membro a tutti gli effetti. La piccola Charlotte si era già affezionata al suo adorato Doberman al punto da considerarlo il suo migliore amico. Ma ce l’avrebbe fatta?

19. Il colpevole

Dunque cosa aveva morso Khan? Non ci sarebbe voluto molto per identificare il colpevole. Si scoprì che vi era un pericoloso serpente bruno reale, anche conosciuto come Mulga snake, nascosto nell’erba del cortile di casa Svillicic, dove Charlotte e Khan giocavano tutti i giorni.

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Dunque quanto era letale il serpente bruno reale? Estremamente. Il serpente bruno reale è il secondo serpente più velenoso del mondo intero ed è al 60% circa responsabile di tutte le morti causate da serpenti in Australia.

20. La vera storia

Dalla prospettiva di Catherine Svillicic dietro la finestra della cucina, era sembrato che Khan avesse ferocemente attaccato Charlotte in modo ingiustificato. Ma in questa storia vi era ben altro di ciò che hanno colto gli occhi. Infatti, il cane domestico stava proteggendo la piccola Charlotte.

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Khan vide il serpente bruno reale strisciare nell’erba e si posizionò tra il serpente letale e la bambina innocua. Quando lei non rispose alle sue spinte, Khan la afferrò dal pannolino e la gettò eroicamente in un punto sicuro.

21. Una vita salvata

Khan, l’adorabile Doberman, non solo aveva salvato la vita di Charlotte dal serpente velenoso, ma si era anche fatto mordere al suo posto. Poiché Charlotte era molto piccola, un solo morso da parte del serpente bruno reale sarebbe stato fatale.

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Anche se Khan era molto più grosso della bambina, il suo destino era incerto. Ma su una cosa non vi erano dubbi: Khan era un eroe e aveva salvato la vita di una bambina. La famiglia Svillicic era in ospedale ad attendere con ansia notizie sulle sue condizioni, ma le cose non sembravano andare bene.

22. La lunga notte

La famiglia Svillicic attese fino all’orario di chiusura. I dottori li informarono di aver fatto tutto il possibile per Khan e che lo aspettava una lunga notte. I veterinari gli avevano somministrato l’antiveleno e ogni medicina possibile. Adesso, era tutto nelle mani del fato.

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Il corpo di Khan avrebbe dovuto essere forte abbastanza da fronteggiare il veleno e produrre gli anticorpi necessari per guarire. Nel frattempo, la famiglia Svillicic rientrò a casa a Cairns, in Australia. Attesero con ansia che la luce del giorno arrivasse e ritornasse anche dalla parte di Khan.

23. Giunge il mattino

La signora Svillicic non aveva dormito per tutta la notte. Era sdraiata ma sveglia, la sua mente tormentata dal timore che Khan potesse non farcela. Era stato nella loro famiglia soltanto quattro giorni, ma in quel lasso di tempo, aveva già trovato posto nei loro cuori.

Lei sapeva di dover fare tutto ciò che era in suo potere per assicurarsi che Khan se la cavasse. Dopotutto, lui aveva salvato la sua unica figlia da un’orrenda morte quasi certa. Doveva al Doberman Pinscher la sua stessa vita. E finalmente si fece giorno…

24. Il giorno dopo

Il giorno dopo la famiglia Svillicic si svegliò molto presto e si affrettò a prepararsi per quel giorno. La signora Svillicic guidò ripercorrendo la stessa strada verso l’ospedale veterinario. Fu una guida nervosa in quanto dovevano aspettare fino alle 8:00 del mattino perché la clinica aprisse.

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Ci fu qualcosa di sinistro nel guidare nuovamente lungo quella strada. Ricordò cupamente la vista del corpo paralizzato di Khan che sedeva accanto a lei. Ciononostante, aveva fede;

confidava che tutto si sarebbe aggiustato e che ogni cosa, qualsiasi cosa, accade sempre per una ragione.

25. In ospedale

I membri della famiglia Svillicic furono davvero le prime persone all’ospedale per animali, e si precipitarono con ansia alla reception per chiedere del loro cagnolino, Khan. Con una sola espressione, tutte le loro paure svanirono. I dottori dissero che era stata una lunga notte, ma Khan se la stava cavando bene.

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Se la stava cavando così bene, infatti, da aver già consumato una buona colazione, riacquistando le forze. Informarono la famiglia che, secondo loro, Khan si sarebbe pienamente rimesso, cosa che fino a poche ore prima non erano in grado di affermare. Il miglior amico di Charlotte nonché suo eroe sarebbe stato bene.

26. Khan, il cane prodigio

Quando Khan fu finalmente rilasciato dalla clinica veterinaria, ricevette l’accoglienza di un eroe in casa Svillicic. Catherine dichiarò che, da quel momento in poi, il Doberman sarebbe stato conosciuto come “Khan il cane prodigio“, un nome appropriato.

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Khan, che un tempo fu maltrattato e trascurato, ripagò la sua nuova famiglia adottiva nella maniera più straordinaria possibile, salvando la vita del membro di famiglia più giovane. Era un gesto che non avrebbero mai dimenticato. Ogni giorno della vita di Charlotte, rappresenta un altro giorno per il quale essere grati all’eroico Khan. Ma la storia non finisce qui.

27. Un’eredità di famiglia

Stando a Kerry Kinder, che per primo salvò Khan il cane prodigio, nella sua famiglia ricorrevano atti di straordinario eroismo. A quanto pare il nonno di Khan salvò un bambino piccolo come Charlotte in circostanze simili. Il termine “prodigio” certamente doveva essere ricorrente nella famiglia di Khan!

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Era affamato di attenzioni e desiderava essere amato, perché veniva da una famiglia che lo maltrattava, perciò quello che ha fatto nella sua nuova casa non mi sorprende“, aveva aggiunto Kinder. La famiglia Svillicic era al settimo cielo con Khan e non poteva essere più felice. Ora aveva tutte le attenzioni che avrebbe mai potuto volere.

28. Come un Re

Oggi, Khan vive i suoi restanti anni canini come un re e una celebrità. La sua storia eroica aveva prodotto titoli internazionali e divenne virale sui social media. Essendo un cane, probabilmente Khan nemmeno realizzava la propria fama.

Se Khan vuole una ciotola d’oro, l’avrà“. “Gli saremo grati per tutta la vita“, raccontò Catherine ai giornalisti. Tutta la famiglia era lieta di viziare il proprio cagnolino in tutti i modi possibili. Ma una domanda è rimasta: come è riuscito Khan a sopravvivere al morso pericoloso del serpente?

29. Felici e contenti

Gli esperti ritengono che il serpente che aveva attaccato Khan fosse solo in grado di iniettargli una piccola dose di veleno, insomma non abbastanza per ucciderlo. Tuttavia, se non avesse ricevuto cure mediche immediate sarebbe potuto restare paralizzato per il resto della vita.

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A oggi, Khan e Charlotte sono ancora migliori amici. I due erano davvero destinati a stare insieme. Senza “Khan il cane prodigio”, la vita di Charlotte sarebbe stata troncata tragicamente. Ma fortunatamente per lei, aveva accanto a sé il suo fido Doberman Pinscher.

30. La pericolosa fauna australiana

Chiunque conosca l’Australia, sa che la nazione insulare è famosa per i propri animali letali. Sulla terraferma, gli esseri umani sono minacciati da una grande varietà di ragni e serpenti, così come api e rane. Il ragno da ragnatela a imbuto di Sydney è il più pericoloso del continente. Un solo morso dell’aracnide è considerato un’emergenza medica, che richiede immediato intervento ospedaliero.

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Tuttavia, le creature selvatiche più pericolose non sono presenti solo in Australia. Come starete per leggere, una situazione simile può facilmente verificarsi negli Stati Uniti. Ancora una volta, un cane fedele è intervenuto esattamente al momento giusto.

31. Una normale passeggiata?

Era una giornata soleggiata in autunno, quando Cole Lewis, 10 anni, e la sua cagnolina Nala erano usciti per una passeggiata su un sentiero vicino casa a Lancaster, in California. Stava portando la bicicletta lungo la strada che aveva visitato numerose volte prima. Cosa poteva esserci di diverso stavolta?

Era il 15 ottobre 2018, e sarebbe diventata una data inquietante per tutti e due. La passeggiata che all’inizio sembrava tanto normale, si trasformò rapidamente in terrore puro e divenne una vera e propria prova di coraggio per la piccola Nala.

32. Attacco a sorpresa

Non appena Cole e Nala, un Boxer, si spinsero giù dall’oscuro sentiero panoramico, improvvisamente apparve una creatura inaspettata. Era un serpente letale chiamato Crotalo del Mojave Verde. Fu un attimo. Il crotalo provò a scattare verso Cole ma l’affondo fortunatamente colpì solo la bici di Cole.

Non fu abbastanza per il feroce crotalo del Mojave verde, famoso per il suo veleno, il più forte di tutto il Nord America, e per la sua estrema pericolosità per gli umani. Stava cercando una preda e Nala era ancora lì. Nala rimase ferma a ostacolare il serpente prima che potesse arrivare a Cole, e mostrò quanto fosse leale e coraggiosa.

33. Un fedele cane di razza Boxer

Di fronte al pericolo di un crotalo, Nala rimase lì e lasciò che il serpente mordesse lei prima che potesse arrivare a Cole. Il serpente finì col mordere il fedele Boxer al naso. Cole corse velocemente per raggiungere il patrigno, Anthony Borquez.

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Quando mio figlio mi ha detto che era verde chiaro, sapevo che si trattava di un serpente del Mojave“, aveva raccontato Anthony in un’intervista con la KABC, stazione TV di Los Angeles. “Sono estremamente velenosi, molto più di un crotalo diamantino“. Quando Anthony e Cole raggiunsero finalmente Nala, era in uno stato terribile.

34. Nala ha bisogno di aiuto

Nala era stata appena morsa e il veleno stava prendendo possesso del suo corpo. “Aveva aspettato che fossimo al sicuro“, ricordò Cole in un’intervista con la KABC. “Rimase lì per terra. Non aveva emesso gemiti o altro quando fu morsa“. Per di più, stava sanguinando.

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Il passo successivo era fornire al povero cane l’aiuto di cui necessitava, e in fretta. Anthony Borquez si caricò immediatamente Nala e si precipitò il più velocemente possibile all’ospedale veterinario più vicino. Fu una guida di grande tensione in quanto la loro cagnolina si trovava in uno stato di semi coscienza. Nessuno avrebbe potuto dire se quelli sarebbero stati gli ultimi istanti per Nala.

35. Il veleno prende il sopravvento

Nala era ferita così gravemente che l’ospedale veterinario la considerò in condizioni critiche. Si trovava sul baratro della morte, ma loro non avevano intenzione di mollare. Sarebbero stati dei giorni molto tesi.

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Per le 24 ore successive al morso iniziale, la povera cagnolina rimase all’ospedale veterinario sotto costante sorveglianza. Le venne somministrato un forte antiveleno chiamato Pit Viper Antivenin. Ma sarebbe bastato a salvare la sua vita?

36. Tensione dal veterinario

Il Boxer Nala trascorse le successive 24 ore in una camera iperbarica dell’ospedale veterinario, mentre l’antiveleno si ripercuoteva nel suo corpo. Cole Lewis, il patrigno Anthony Borquez e il resto della famiglia attesero con ansia.

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In aggiunta a quello stress, si venne a sapere che tutte le cure mediche per Nala sarebbero state estremamente costose. Anthony Borquez istituì una pagina “Go Fund Me”, cioè di raccolta fondi, per accumulare abbastanza denaro da permettere a Nala di cavarsela. Sinora, sono solo a poche centinaia di dollari dal raggiungimento dei $5,000.

37. Il più bel ricongiungimento

Finalmente, la famiglia ricevette la chiamata che stava aspettando. Potevano finalmente venire all’ospedale per animali a riprendere il loro piccolo Boxer, Nala. E che gioioso ricongiungimento! Una squadra proveniente da una stazione televisiva locale si trovò lì a catturare il prezioso momento.

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Nala era estremamente felice di rivedere la propria famiglia, e loro erano al settimo cielo nel vederla così contenta. Anthony sapeva di essere in debito con Nala. “L’abbiamo presa in un canile. Noi abbiamo salvato lei e lei ha salvato noi“, disse.

38. Altri problemi

Quella non sarebbe stata la fine delle sofferenze di Nala. Poco dopo il suo rilascio dall’ospedale, la povera cagnolina finì per riscontrare una reazione allergica alle medicine. Fortunatamente, sembra che Nala se la sia cavata, dal momento che la pagina di raccolta fondi non ha visto altri aggiornamenti.

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Inoltre, durante tutta la faccenda, quando Cole è corso a chiamare aiuto, qualcuno gli ha rubato la bici. Cole però non ci ha dato troppo peso. Lui e la sua famiglia sono solo contenti che la loro eroina sia ancora viva. “Mi ha salvato la vita“, evidenziò. “Adesso voglio solo passare il tempo con lei perché è la mia eroina“. In seguito, cominciarono a prendere precauzioni speciali per assicurarsi che non accadesse di nuovo.

39. Precauzioni speciali

Da quell’incidente terrificante e potenzialmente mortale, la famiglia prese speciali precauzioni per assicurarsi che non si verificasse più un incidente del genere. In primo luogo, prevedevano di evitare la zona in cui Cole aveva incontrato la prima volta il crotalo del Mojave verde.

Facebook/Anthony Borquez

In secondo luogo, Anthony scrisse immediatamente un post su Facebook in cui avvertiva la gente di stare in guardia. Da questo e da altri serpenti pericolosi, e fece in modo di attirare l’attenzione dei media e portarla sulla questione. Quali altre precauzioni è possibile prendere?

40. Appena in tempo

Fortunatamente per Nala, Anthony Borquez era cresciuto in zona e conosceva il protocollo. Fece la cosa giusta portando il cane immediatamente dal veterinario, dove Nala poteva godere delle cure d’emergenza necessarie e ricevere l’antiveleno.

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Secondo l’ABC 7, la nuova rete televisiva che coprì la ripresa di Nala, i crotali vengono avvistati più frequentemente nelle stagioni autunnale e primaverile. Pertanto, la gente dovrebbe stare allerta specialmente in quei momenti ed evitare qualunque situazione potenzialmente pericolosa.

41. Cosa fare se si viene morsi da un serpente

L’ospedale veterinario che aveva curato Nala disse che il suo era uno dei 150 casi di morsi causati da serpente che prendevano annualmente in custodia. L’Università della California raccomandava serie precauzioni per evitare il morso di un rettile.

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Prima di tutto, si suggeriva di indossare dei pantaloni e degli stivali e di camminare solo su sentieri, evitando cespugli ed erbacce. Se si incontra un serpente che sembra essere morto, evitare assolutamente di toccarlo. Inoltre, camminare soltanto in compagnia per un’eventuale emergenza. Se dovesse verificarsi un morso, cercare aiuto il prima possibile. Se possibile, provare a fotografare il serpente per favorire la cura dell’antiveleno. Infine, evitare di applicare ghiaccio sulla zona del morso. Lavare la ferita con acqua e sapone e rimuovere qualsiasi oggetto costrittivo, come per esempio orologi da polso.

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