13 foto post mortem: bizzarrie del secolo Vittoriano

12/04/2016 - 12:35 2810 Views

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La foto “post mortem” sembra abbia origine in Inghilterra, quando la Regina Vittoria ordinò che venisse fotografato il cadavere di un suo conoscente, o forse un parente, in modo che potesse avere la foto come ricordo. Da quel momento in poi, questa tradizione ebbe una notevole espansione in diverse parti del mondo: molte famiglie adottarono questa insolita usanza. I diversi componenti della famiglia posavano tutti insieme con il morto, che veniva preparato e posizionato come una bambola o una statua.

Guarda la nostra gallery delle 13 foto “Post Mortem” più inquietanti e incredibili di sempre!

13) Sorelle in posa

Apparentemente, questa è un’ordinaria foto di famiglia: due sorelle giovanissime davanti all’obiettivo. Se concentrate però la vostra attenzione sulle braccia della ragazza in piedi noterete quanto esse siano rigide, quasi finte. Ebbene, la giovane in piedi è infatti deceduta da alcuni giorni, in seguito vestita e preparata di tutto punto per quest’ultimo ricordo. Scopri le altre STRAVAGANTI foto che testimoniano il FENOMENO delle foto “POST MORTEM” di epoca vittoriana. Procedi nella Gallery! 

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12) Premuroso padre con la figlia tra le braccia

Il trattamento “post-mortem” si chiama tanatoprassi ( dal greco thanatos, “morte”, e praxis, “pratica”) e consiste nella cura igienica di conservazione del corpo del defunto nelle ore successive al decesso. Quando il cuore smette di battere, il sangue non viene più pompato all’interno delle vie arteriose e la temperatura corporea si abbassa causando l’irrigidimento dei muscoli e il famoso “rigor mortis“. In seguito, l’ossigeno non arriva più alle cellule che muoiono progressivamente: da qui, vengono poi rilasciati gli enzimi detti lisosomiali che provocano la caratteristica puzza di cadavere. Nel caso delle foto “post-mortem”, affinché le immagini fossero verosimili, i morti erano posizionati in modo che sembrassero addormentati o in posizioni comuni, quotidiane come quelle dei vivi. La foto qui sopra ne è un esempio lampante: sia il padre che la figlia infatti sono morti.

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11) Bambino sulla sedia 

Come funziona la tanatoprassi? Si somministra un’iniezione di un fluido conservante direttamente nel sistema arterioso; in seguito, vi è una serie di cure di tipo estetico affinché l’immagine del defunto rimanga integra, ritardando così il processo di decomposizione. Questa tecnica non deve essere confusa con l’imbalsamazione perpetua: la tanatoprassi infatti è un metodo di conservazione che conserva il corpo in modo dignitoso per 10-15 giorni. Il metodo utilizzato in questa foto in particolare si chiama tanatometamorfosi, cioè trattamento delle spoglie: una sorta di mummificazione che rendesse il cadavere “vivo”, cioè con le posizioni e le espressioni che solitamente venivano assunte dal defunto. La tanatometamorfosi serviva a consolare, o per lo meno alleviare la sofferenza dei genitori che avevano appena perso un figlio piccolo di cui volevano mantenere un ricordo, paradossalmente, più “vitale“.

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10) Un’espressione terrorizzata

In epoca Vittoriana, il tasso di mortalità infantile era molto elevato: le scarse condizioni igieniche e l’impossibilità di curare prontamente malattie oggi banali come il morbillo o la parotite, causavano la morte precoce di moltissimi bambini. Le foto post-mortem rappresentavano così l’unico ricordo che i genitori avevano la possibilità di conservare del giovanissimo defunto. Questa bambina conosceva perfettamente la realtà della situazione e la sua espressione rivela il terrore che prova: il fratello maggiore, che la abbraccia ad occhi chiusi, è infatti un cadavere.

Non bisogna giudicare questa pratica come macabra o orripilante in quanto la concezione della morte era diversa rispetto alla nostra; la si potrebbe accomunare alla nostra abitudine di integrare nella lapide la foto da vivo della persona deceduta. Le immagini hanno sempre aiutato i parenti nell’elaborazione del lutto, nell’Ottocento come oggi. 

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09) Foto di gruppo

L’atmosfera sembra rilassata e gioviale. In realtà è stata totalmente ricreata per quest’occasione: la foto post mortem della piccola sdraiata al centro. L’articolo prosegue nella prossima pagina>>

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08) Un figlio malato

Il bimbo tra le braccia dell’uomo coi baffi era deceduto pochi giorni prima per una grave malattia rara.

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07) La bimba cadavere in posa 

Pensare che questi soggetti con gli occhi aperti, in posizioni di vita quotidiana sono invece morti e della vita non sapranno più nulla è veramente angosciante. Cosa ne pensi?

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06) Mano nella mano

La sorella deceduta è quella a sinistra mentre l’altra non sembra proprio a suo agio.

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05) Uno sguardo (vuoto e malinconico) dalla finestra

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04) La prima (e tristemente ultima) comunione

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03) L’ultimo ricordo con la piccola

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02) Un marito devoto 

Surreale la posizione del marito steso accanto alla moglie defunta.

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01) In vendita su E-bay

Ultima curiosità: la foto di questa bellissima bambina che però presenta i chiari segni del rigor mortis (come la muscolatura rigida) è in vendita su E-bay, come esempio di foto “post-mortem”!

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